TEORIA DELLA DECRESCITA

 

TEORIA DELLA DECRESCITA




La preoccupazione per gli squilibri sociali e ambientali dell'economia globalizzata ha indotto molti intellettuali a mettere radicalmente in discussione i presupposti su cui essa si regge, in particolare l'idea di sviluppo che vi è sottesa. 

Una critica particolarmente radicale a questo modello è rappresentata dalla cosiddetta teoria della decrescita, che ha, tra i suoi esponenti principali, il filosofo ed economista Serge Latouche.



La teoria della decrescita è una teoria economica che sostiene la decrescita, basata su principi ecologici, anticonsumistici, sociali e culturali che prefigurano una nuova civiltà in contrapposizione a quella regolata dalla crescita economica; la decrescita è un concetto socioeconomico secondo cui la crescita economica (legata al PIL) non porta di per sé a un maggiore benessere. 

La teoria della decrescita parte dal presupposto che il concetto di sviluppo su cui si fonda la società industriale contemporanea sia viziato da un equivoco di base, ossia la tendenza ad assumere la crescita del PIL come parametro più significativo. Il PIL è un dato numerico, che indica la quantità di beni e servizi prodotti in un certo stato, in funzione dei consumi dei cittadini. Il suo aumento, quindi, non equivale necessariamente a benessere, anzi spesso si pone in contrasto con esso. 

Secondo i teorici della decrescita un modello di sviluppo che persegua solo il forsennato aumento della produttività non compromette la soltanto la qualità della vita ma ne mette oggettivamente in pericolo le fondamenta. 

Dunque, è necessario proporre un modello economico alternativo, basato sulla riduzione dei consumi e sul ridimensionamento del ruolo del mercato nel soddisfacimento dei bisogni umani. 

 

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